Due poesie imparate a memoria quando aveva 9 anni dalla ultranovantenne Giovanna Balasso (Giannina) nata nell’omonima famiglia abitante in fondo a via Cul del Saco  (S. Giovanni Bosco) e recitata davanti al Vescovo di Padova Elia Dalla Costa in visita pastorale a Rozzampia (a quei tempi le ragazze della Conca bassa, essendo in periferia, frequentavano le scuole e la chiesa della frazione, mentre i maschi le scuole “Scalcerle” in centro città ed il ricreatorio della Conca) che ancora oggi lei recita a memoria e trascritte recentemente dalla figlia.

 Sant’Antonio

Lo si aveva per buono a nulla
frate Antonio da Lisbona
sol capace a dir la messa
tra l’uffizio e la corona.

Egli intanto nella cella
sua delizia e casto amore
come angelo si librava
nella scienza del Signore.

Il confesso generale
domanda al pio drappello
parla Antonio ed ubbidiente
piega il capo il fraticello.

Come un fiume che si estende
nel suo corso maestoso
gli affluisce la parola

su dal core generoso.

Ora il mondo o fraticello
tra le insidie e le scogliere
sfida i venti e le procelle
Dio ti guida non temere.

Ei dovunque il passo affretta
parla ovunque il verbo Santo
e la turbe fra i singhiozzi
rompe il dolce amico pianto.

Del tiranno l’ira è atroce
quel possente messaggero
sfida invitto allor si vede
curva al suol il fronte altero.

O tu lingua che incorrotta
par che parli tuttavia
ci favella quanto fosse
la Sua gloria e quanto sia.

San Francesco e il lupo di Gubbio

Viveva un dì
narra una antica voce
intorno a Gubbio
un lupo assai feroce
che aveva i denti
più acuti dei mastini
e divorava uomini e bambini.

Entro le mura piccole di Gubbio
stavano chiusi i cittadini in dubbio
ciascuno della vita la paura
non si lasciava uscire dalle mura.

San Francesco venne a Gubbio
intese del lupo delle stragi e delle offese
e disse incontro al lupo io esco.
Le donne avevano  le lacrime così grosse
ma il Santo ilare ardito uscì.

In mezzo al bosco ritrovò il feroce ispido lupo
e con amica voce gli disse:
“o lupo o mio fratello lupo
perché mi guardi così ombroso e cupo?
perché mi mostri quegli aguzzi denti?
vieni un po’ qua siediti accosto e senti
so che tu fai molto male a Gubbio
e tieni ognuno la vita in dubbio
so che rubi uccidi e non perdoni
e mangi i tristi e i buoni”.

Or bene ascolta come è vero il sole
quello che tu fai è male e Iddio non vuole
ma tu sei buono e forse ti ha costretto a ciò la fame
ma io ti prometto che in Gubbio
avrai d’ora in avanti il vitto
e tu prometti di essere onesto e dritto
di non dare la minima molestia
essere insomma una tranquilla bestia.

Prometti tutto questo dì
e il lupo abbassò il capo e fece sì
davanti a Dio tu lo prometti
e in fede il lupo alzò molto umilmente un piede.
Allora il Santo volse allegro il passo a Gubbio
e il lupo dietro a capo basso.