Nato nel 1929 a Thiene, don Angelo Piccini fu consacrato il 6 luglio 1952 e venne inviato in Conca come collaboratore del sempre più impegnato don Pietro Bonato.

don Angelo Piccini

Tradizionalista, teneva alla forma e ai ragazzi che frequentavano il Patronato chiedeva educazione, disciplina e rispetto delle regole. Con un fischietto dava il segnale d’interruzione dei giochi in cortile e li invitava ad entrare ordinatamente in chiesa per la “funsìonsina” (breve recita di preghiere) pomeridiana.
Don Angelo in Duomo teneva le Omelie Quaresimali: predicatore ufficiale della Parrocchia, era un buon oratore e preparava attentamente gli argomenti da trattare. È stato uno degli ultimi sacerdoti a indossare il tricorno ecclesiastico (cappello a tre punte), ad avere la cerega (chiérica) sui capelli e a portare sempre con sé il breviario che leggeva in continuazione, anche in pubblico. Spesso passeggiava fino a via delle Robinie leggendolo.

In quegli anni don Angelo incrementò molte attività all’interno del Patronato come: l’Azione Cattolica per bambini, aspiranti, e adulti, fece ammodernare la sala del bar e costruire una nuova ala per i giochi. Dall’estate del 1953 iniziò ad organizzare i campeggi per i giovani del ricreatorio a Folgaria e il doposcuola per i ragazzi delle elementari e delle medie rimandati a settembre. Nel 1955 ha fatto asfaltare il campo da pallacanestro che era in terra battuta. Nel 1961, dopo aver acquistato un terreno adiacente al Patronato, fece costruire il campo da calcio: struttura molto desiderata dai ragazzi.
Per far fronte alle innumerevoli e sempre maggiori spese del ricreatorio, don Angelo dette vita a una iniziativa che si protrasse per molti anni: “la raccolta di 100 lire”, effettuata da volonterose persone, che passavano per le varie famiglie della Conca, settimanalmente, con una busta e una scheda dove venivano contrassegnate le offerte.

Nel 1963, precursore dei tempi, organizzò i primi corsi prematrimoniali per fidanzati. Tenne le lezioni sul tema morale, al professore Leopardi affidò gli aspetti sociali, al dottor Gino Caretta gli aspetti medici. Don Angelo durante le sue lezioni alle coppie di fidanzati, illustrava l’impegno del matrimonio, della procreazione: sosteneva che ai figli bisogna dare una casa, un’educazione e possibilmente un’istruzione compresa una iniziale formazione religiosa.

L’incidente e il decesso

Martedì 17 novembre del 1964, a soli 35 anni, mentre stava ritornando con la sua FIAT 600 da una delle frequenti visite in Curia a Padova, forse per un malore, al Moracchino, lungo la strada per Vicenza, invase la corsia opposta e si schiantò contro un camion che transitava nel senso opposto. Lui decedette immediatamente mentre la sorella Maria, che gli sedeva accanto, ferita gravemente, rimase vari mesi in ospedale.
La camera ardente fu allestita nella Sua Chiesa. Nei due giorni successivi sono state celebrate varie messe in suffragio ed il venerdì si è svolto il funerale. Fin dal primo mattino una imponente folla di cittadini, particolarmente della Conca, ha fatto visita al feretro ed ha voluto accompagnare il suo amato Direttore nell’ultimo mesto viaggio.
Un lunghissimo corteo si è snodato lungo via Chilesotti, via De Muri, via De Marchi, via Dante, corso Garibaldi e via Roma con la bara portata a spalle da giovani ed ex allievi del Patronato.

In Duomo, gremito di folla, è stato celebrato il rito funebre dall’Arciprete mons. Antonio Maria Bogoni, con l’assistenza di due condiscepoli del defunto e alla presenza delle Autorità Ecclesiastiche e Civili.
Don Angelo riposa al cimitero di Thiene, nella cappella dei sacerdoti thienesi. Il suo operato fra la gente della Conca, durato 12 anni, è stato molto apprezzato ed è ancora oggi ricordato con rispettoso rimpianto.

Questo articolo è tratto dal libro:

2022

100 ANNI

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