Sorta nel lontano 1945 all’interno dell’Oratorio Sant’Antonio (denominazione sostituita nel 1948 dall’attuale Patronato Maria Ausiliatrice) nel poverissimo quartiere della Conca a sud della città di Thiene, da un’idea di un gruppo di giovani appassionati coadiuvati dall’allora curato della chiesetta di San Gaetano don Pietro Bonato, che iniziarono con coraggio e con speranza di un futuro migliore, dopo le terribili sciagure della Guerra, un’attività calcistica con lo scopo di dare ai ragazzi una formazione sana e morale, di stare assieme e divertirsi in un ambiente tranquillo.

(foto Martini Massimo)

Priva di concreti aiuti o proventi finanziari, la Robur si è sempre basata sul volontariato, sull’amicizia del gruppo dirigente, sull’appassionato incoraggiamento dei sostenitori, sullo spirito di sacrificio e sull’entusiasmo dei suoi atleti per assicurare un’importante novità nello sviluppo dello sport.

Presentazione e benedizione del nuovo gagliardetto Robur 1961  (foto Corradini Bepi)

Nel corso degli anni la Polisportiva Robur si è ampliata inserendo al suo interno numerosi sport che hanno ottenuto grandi successi.
Il calcio è l’unico sport sorto nel 1945 e ancora attivo.
La sezione di ciclismo, sorta nel 1952, è stata attiva per un decennio, organizzando e partecipando a varie gare della Federazione Italiana Ciclismo.

Nel 1953, è stato approntato un campo in terra battuta nel cortile del Patronato dove ha iniziato a giocare una squadra di pallacanestro maschile seguita, negli anni successivi, da altre formazioni giovanili.

Evento fondamentale è stato la costruzione, nel 1968, del palazzetto dello Sport Robur. Con l’inaugurazione del nuovo impianto molti altri sport hanno potuto essere inseriti all’interno della Polisportiva Robur creando un importante settore giovanile. Si è potuta sviluppare considerevolmente l’attività sportiva femminile e favorire, più che in passato, gli sport di squadra con la pratica di discipline fino ad allora poco conosciute.

Inaugurazione Palazzetto Robur

(archivio Duomo)

Considerevole sviluppo e grande storia ha l’hockey a rotelle. Sorto nel 1968, nel corso dei decenni ha saputo imporsi a livello nazionale militando in Serie A1 e vincendo la Coppa Italia. Con le squadre giovanili ha vinto più volte il Campionato Nazionale e la Coppa Italia di categoria. Anche in questi anni è protagonista nei vari campionati nazionali.

Sempre nel 1968, con l’inserimento del pattinaggio artistico a rotelle, molte bambine e bambini si sono accostati a tale disciplina raggiungendo traguardi molto ambiziosi in campo nazionale ed internazionale. Dal 2010 il pattinaggio, denominato Robur Skate 2000, si è spostato gradualmente nell’impianto più idoneo Palaceccato di via Vanzetti.

Anche la pallacanestro femminile, poi trasferitasi a Schio per mancanza di spazi, nei primi anni ’70 ha avuto un buon successo con la partecipazione ai diversi campionati con varie squadre.

Un notevole successo ha avuto il judo sorto nel 1968. All’interno del Palazzetto dello Sport, per un decennio hanno svolto i loro allenamenti una moltitudine di atleti, alcuni dei quali sono diventati campioni nazionali, prima di trasferirsi, anche loro per mancanza di spazi, in altri strutture messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale.

Negli anni ’70, all’interno del Palazzetto, hanno svolto i loro allenamenti invernali i ginnasti di atletica leggera, mentre negli altri mesi si trasferivano allo Stadio Comunale.

Nei primi anni ’70, per due stagioni, è stata allestita una compagine di calcio femminile.

La pallavolo è stata inserita nel 2003 con l’impegno e la volontà di vari genitori. Da allora molte ragazze si possono divertire partecipando a vari campionati con la denominazione di “Robur Volley“.

Come si può constatare, le lungimiranti persone che circa 70 anni fa hanno fondato la Robur e quelle che nella sua lunga storia l’hanno seguita e sostenuta, sono riusciti a radunare i giovani, a creare un ambiente dove i piccoli e i meno piccoli siano liberi di esprimersi nel segno dello sport e dell’amicizia. L’impegno e l’altruismo sono i mattoni che l’hanno edificata e sorretta e che ancora oggi la tengono efficiente.

Possiamo essere soddisfatti e orgogliosi di dire che lo scopo è stato pienamente raggiunto.

Questo articolo è tratto dal libro:

2018

La storia della gloriosa Robur

73 anni di calcio Robur© G. De FranceschiInfo ››