segue da : Storia del Rione della Conca di Thiene

 

Un “negozio” di bòn-boni e pòciti era in piazza Martiri della Libertà: fino al dopoguerra la Teresa Borriero vendeva la sua merce (quasi esclusivamente ortaggi e qualche dolciume) sotto ad una tenda in balia delle intemperie esponendo la poca merce su delle assi appoggiate alle cassette da frutta.
D’inverno, per scaldarsi, poneva sotto alla sedia uno scaldìn (scaldino) con le brònse (braci). Ogni tanto, con un caécio dòlse (radice di liquirizia), rigirava la brace per ravvivarla.
Negli anni ‘50 la tenda è stata sostituita da una costruzione in legno colorata di verde denominato il caʃoteo dea Teresa, usata fino agli anni ’70 e demolita qualche anno dopo.
Anche se nel corso degli anni la Teresa venne sostituita dalla figlia Maria si continuò a chiamarla con lo stesso nome.

Anni 70 Il “Casoteo della Teresa” in piazza Caduti della Libertà con la signora Maria figlia di Teresa. ( Giuseppe Stella)

Tutti i ragazzi della Conca si approvvigionavano al caʃoteo di album e stampete Panini, del necessario per costruirsi i còrvi, castagnaccio, stracaganasse, dùdule (giuggiole), ciùcioti, spaghi e more di liquirizia, piccolissime bottigliette di plastica con un liquido colorato e dolciastro, spumìlie, pevarini (scaglie pepate), dolciumi vari, caéci dòlsi (radice di liquirizia), le baléte (sfere) ed altri piccoli giochi. Si poteva acquistare anche una sola caramella per una lira (le Golia).
D’estate, sotto alle piante, appoggiandosi a dei rudimentali tavolini, i ragazzi si gustavano le amarene vendute dalla Teresa.
L’altro “negozio” era quello della Nana Ponticelli: vendeva frutta, verdura, dolciumi e le stampete per i ragazzi. D’inverno lessava le castagne, pómi còti (mele cotte) e patate americane.
Il suo piccolissimo negozio, a fianco della cucina, rimasto aperto fino a metà degli anni ’60, era in via De Marchi in fondo alla rivetta di via Rasa. Inizialmente il suo negozietto era sulla sinistra, vicino all’ingresso dell’Istituto Nordera.
All’inizio di via Dell’Eva, all’interno della cucina, c’era Nenei Longo che d’estate fino agli anni ‘50 vendeva le amarene (granatine) al tamarindo, alla menta, al limone.
Si ricordano i sagrari (ambulanti) Tita Rizzolo di corte dei Toldi e Arna Cavedon di via S. Rocco che giravano per le strade e per le sagre con un cesto a tracolla e vendevano dolciumi.