Un fatto di grande rilevanza accaduto in Conca più di cento anni fa nel 2013 è balzato agli onori della cronaca nazionale.

All’inizio del ‘900 Bortolo Valerio, classe 1875, bracciante agricolo del Collegio Vescovile che in quegli anni era ubicato all’interno dell’attuale Area Nordera in centro città, si ammalò gravemente.
Il medico aveva diagnosticato che era affetto da ileo tifo, complicato da pneumonite ipostatica e che non c’erano più speranze di salvarlo.
Il 29 gennaio del 1906 passò a far visita all’ammalato un frate Cappuccino, gli somministrò gli Oli Santi, recitò una preghiera e gli pose sotto al cuscino un santino con l’immagine di frate Tommaso Acerbis da Olera, in provincia di Bergamo, nato nel 1563 e deceduto ad Innsbruck nel 1631.
Come le altre notti l’ammalato venne assistito da famigliari ma il mattino seguente fra lo stupore di tutti egli si alzò. Era guarito.
In virtù di ciò, dopo le scrupolose fasi dell’inchiesta diocesana, il fatto è stato effettivamente attribuito come unico miracolo di frate Tommaso. Nel 1967 è iniziato il processo informativo per la causa di beatificazione che si concluse nel 1987. La guarigione è stata dichiarata “scientificamente inspiegabile” dal Congresso Ordinario della Congregazione dei Santi, dalla Consulta Medica, dalla Commissione dei Teologi e dall’ordinaria dei Cardinali e Vescovi.
Nel maggio del 2012 è stato promulgato il Decreto che lo ha dichiarato “Beato”.
Il 21 settembre 2013 fra Tommaso Acerbis è stato proclamato Beato dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, nel Duomo di Bergamo.

Trascrizione documento ufficiale redatto il 12 marzo del 1906 in base al quale è stata promossa la causa di beatificazione di frate Tommaso Acerbis.

Valerio Bortolo era talmente amallato che non vi era più speranza di guarigione e dal giorno 29 Gennaio che gli fu posta la inmagine del padre tomaso da bergamo in cominciò subito a migliorare. noi che lo abbiamo assistito dalle 12 di notte fino alla mattina 9 del 30 Gennaio attestiamo che continuò seppure il miglioramento che non avesse più male. E anche il medico gli parse una cosa stupenda.

                                         Thiene 12 marzo 1906

                                                                                            Borriero Valentino.  teste

                                                                                           Guglielmi Eugenio   II