Il grande appezzamento di terreno compreso fra via delle Robinie, via Quattro Strade, via dei Quartieri e il confine con il comune di Sarcedo denominato Ca’ Boldrina apparteneva a due famiglie. La parte a nord a Pietro Zannini (produttore e distributore di energia elettrica di Thiene), quella a sud a Fabris (distillerie) di via Trieste.
Fino al 1910 la grande casa colonica che c’è in fondo alla grande tenuta in via Quattro Strade, era denominata Caʃa Rossi. Il proprietario era soprannominato Joʃeta. Fu poi acquistata da Lorenzo Bassan, che abitava in via delle Robinie dove coltivava i campi nelle vicinanze dell’abitazione ma nel comune di Sarcedo che vi si trasferì.
In fondo al terreno di proprietà di Fabris, durante la 1^ Guerra Mondiale fu scavata una profonda (circa 30 metri) ed ampia cava: la ghiaia venne usata per la posa delle traversine del trenino a scartamento ridotto (60 cm fra una rotaia e l’altra, con il mezzo progettato per le miniere, che viaggiava a 20/30 km/h) che partiva da Thiene ed andava fino a Marsan, poco prima di Bassano del Grappa e che serviva per l’approvvigionamento delle truppe dislocate sull’Altopiano di Asiago. Portava materiale bellico e viveri ai piedi delle montagne, poi con varie teleferiche o a dorso di mulo il tutto veniva portato al fronte.
Una linea attraversava la Conca: partiva dalla stazione ferroviaria di Thiene, scendeva per via G. Marconi, girava per via Degli Orti, percorreva via S. Rocco, in fondo alla quale c’era una derivazione verso via Masere dove si trovava un magazzino di viveri. La ferrovia proseguiva verso via S. Domenico Savio attraversando la Roggia di Thiene, dove esiste ancora oggi un piccolo ponte, e si inoltrava verso Sarcedo, attraversando obliquamente Ca’ Boldrina, per poi raggiungere Breganze, Marostica e fermarsi a Marsan.
Un ramo della ferrovia, partendo da Breganze, andava a Lugo di Vicenza e Calvene dove c’era una teleferica collegata a Granezza sull’altopiano.
Finita la guerra tutto il manufatto fu smantellato.
Con l’andare degli anni la profonda buca, che era circondata da piante di alto fusto, è stata riempita con ogni tipo di materiale e dopo la fine della 2^ Guerra con i residui delle demolizioni.
È rimasto visibile solamente un avvallamento denominato fino ai giorni nostri la cava.
All’incirca negli anni ’30, i 70 campi di Zannini sono stati acquistati dalla famiglia Galvan di corso Garibaldi e lavorati dalle famiglie di fittavoli Bassan e Tedesco, mentre quelli di Fabris sono stati lavorati dalla famiglia Costalunga (Bulo).
Nel 1936, nell’abitazione delle famiglie Bassan e Tedesco c’era già la corrente elettrica e l’acqua potabile dell’acquedotto arrivava fino al làbio, per abbeverare anche il bestiame, sotto al portico, cosa rara in quei tempi.
Al centro dei terreni c’era un piccolo fabbricato oggi in rovina chiamato El Caʃin. È sempre stato privo di acqua corrente ed elettricità. Durante la Seconda Guerra vi hanno soggiornato varie famiglie come sfollati che, costretti ad allontanarsi dalla città, lo ritenevano un luogo più sicuro.
Nel 1969 all’angolo fra via dei Quartieri e via delle Robinie è stato costruito il capannone per la vendita di profilati di ferro Idrofer di Prisco Galvan.
Nel 1993 la grande casa colonica di via delle Robinie è stata acquistata da Francesco Fontana già proprietario di un ristorante a Zugliano che l’ha ristrutturata mantenendone le vecchie caratteristiche e vi ha aperto uno spazioso ristorante denominato La Corte del Belo.
Alla fine del 1900 l’intero terreno, che nel frattempo era divenuto di proprietà di Giuseppe Dal Ferro (genero di Galvan), è stato lottizzato e vi sono state costruite varie strade ed abitazioni.
Nel corso degli anni parte della tenuta Fabris è stata lottizzata, i restanti 60.000 mq nei primi anni ’90 sono stati acquistati dal Comune di Thiene che nel 1994 vi ha costruito il campo da calcio mai utilizzato.
Nel 2010 è stato aperto il grande cantiere comprendente tutta l’area dove dovrebbe sorgere un grande complesso sportivo-commerciale-residenziale denominato Parco Sud. Nel 2012, al suo interno, è stato inaugurato il negozio di articoli sportivi Decathlon.
Lungo via delle Robinie, poco prima del Roston (scolmatore di acque piovane), fino alla fine degli anni ’40 c’era un recinto in ferro con la rete molto alta, circondata da un reticolato, con all’interno un manufatto in cemento e la porta d’ingresso in ferro. Vi veniva stipata la polvere da sparo che il proprietario del terreno, Prisco Galvan, vendeva nel suo negozio di ferramenta e fucili da caccia in corso Garibaldi ai cacciatori che si fabbricavano le cartucce in casa.
Lungo via delle Robinie, un tempo all’interno della proprietà Galvan ed attualmente a fianco della strada attuale, c’è il grande pozzo inutilizzato di cui scriviamo a parte.

 

Foto n° 1094